LA DIFFERENZA FRA UN POSTO IN CLASSIFICA ED UNA P.M.

CAMPIONATO ITALIANO LONG- S. Anna Pelago -13-9-2008

 

Alcune annotazioni in margine alla gara di campionato italiano long nella categoria M18-20, che ha visto, anche nella cronaca comparsa sul sito FISO, l’esclusione per PM,  il successivo reinserimento in classifica di Marco Genuzio e la sua definitiva esclusione dalla classifica ufficiale.

Rapidamente i fatti: Marco, come tanti altri atleti, è dotato di una si-card di recente tecnologia che in gara garantisce maggiori prestazioni in termini di risposta e memorizzazione dei dati nel passaggio ai diversi punti di controllo. E’ necessario tuttavia che le stazioni utilizzate siano aggiornate per poter leggere questo nuovo tipo di sicard.

Nella gara long di sabato una stazione non era stata aggiornata per cui non vi è stata risposta sonora e luminosa all’inserimento delle si-card di ultima generazione. Il problema si è posto a tutti i partecipanti che utilizzavano questo tipo di sicard. Poiché non era fatto divieto di utilizzo delle nuove sicard (o l’organizzazione non ha dotato di si-card alternative gli atleti) si può sostenere che non tutti gli atleti erano posti nelle stesse condizioni di gara dovendo ricorrere (una volta verificata la mancata segnalazione della stazione) alla punzonatura manuale come indicato dal regolamento in caso di malfunzionamento della stazione.

Marco, concentrato in gara, si smarrisce quando la stazione non risponde e anziché  punzonare automaticamente sulla carta, si guarda in giro e individuato un atleta (di una società diversa dalla sua) nei pressi gli chiede di ricordarsi il suo pettorale per testimoniarne il passaggio.

Giunto all’arrivo origare lo relega fra gli esclusi della classifica con PM. Il caso viene esaminato dal direttore di gara. Ci sentiamo al telefono.

In genere non mi chiede consigli, sicuro del fatto suo come tutti i giovani della sua età. Gli suggerisco di raccogliere una dichiarazione scritta da parte del testimone e presentare ricorso. La buona fede è palese. Il regolamento è chiaro sull’utilizzo del punzone meccanico in caso di malfunzionamento della stazione ma è anche chiaro sul principio di equità per cui una stazione deve funzionare per tutti allo stesso modo, inoltre valgono regole molto più generali del nostro sport, quali il fair-play e la morale: regole che attengono allo spirito della disciplina.

Nel nostro sport una competizione dà origine ad una classifica che oltre al tempo finale, prevede una sequenza corretta di punti di controllo visitati.

“Non ho lo strumento che lo afferma, non ho un coriandolo che lo dimostra,  ma ho una persona che può testimoniarlo”, questo deve essere stato il pensiero di Marco in gara mentre si allontanava dal punto, dimenticando il punzone meccanico.

Ritengo che la direzione di gara e la giuria abbiano deciso correttamente sui quesiti che sono stati loro sottoposti anche se le decisioni hanno avuto un esito contrastante.

Il direttore di gara ha applicato un giudizio che contemplava la correttezza che gli atleti debbono tenere in gara: un atleta che sa di aver frequentato tutti i punti di controllo, anche se su uno deve valersi della testimonianza di un altro atleta, ha il diritto di chiedere di essere reimmesso in classifica:

La giuria davanti ad un reclamo valuta l’episodio applicando il regolamento e questo prevede che la testimonianza deve venire dal disegno del punzone sulla carta piuttosto che dalla dichiarazione di un altro atleta. E’ evidente la necessità in questi casi di evitare precedenti. Comprendiamo.

Resta a questo punto la perplessità su coloro che hanno presentato ricorso contro il reinserimento del nostro atleta in classifica. Soprattutto quando loro stessi sono convinti che Marco abbia svolto il percorso correttamente ma si appellano all’applicazione del regolamento solo per cancellare una prestazione migliore della loro da parte del compagno di categoria. Forse la maggiore amarezza deriva proprio da questo mancato fair-play di giovani atleti che il prossimo anno proprio in Primiero, si contenderanno i campionati mondiali Junior.

In quell’occasione il regolamento utilizzato sarà quello stabilito dalla IOF. e dunque sarà bene che rileggano l’art. 26.1:

Tutte le persone che partecipano ad un evento di orienteering si dovranno comportare con giustizia ed onestà. Dovranno avere un atteggiamento sportivo e spirito di amicizia’.

Condividiamo questi valori e non possiamo che manifestare la nostra solidarietà a Marco che ha rinunciato, nel rispetto di questi valori, a ricorrere ad un altro grado di giudizio che avrebbe comportato (a norma di regolamento) la cancellazione della categoria.

La differenza fra un ‘piccolo’ atleta ed uno sportivo passa anche fra un posto in classifica e una p.m..

 

Paolo Di Bert

Presidente Friuli Mtb & Orienteering