oltre 500 tesserati

 

 la nostra regione punto di riferimento

 STORIA DI UN SUCCESSO

 

articolo del Messaggero Veneto,lunedì,25 agosto 

La corsa a orientamento è uno sport che in Italia, specie ultimamente, sta sempre più affermandosi. In Scandinavia, regione che notoriamente anticipa le tendenze e le inclinazioni dell’Europa tutta, da anni è una delle pratiche sportive più diffuse e seguite. Per spiegare le ragioni di tanto successo è sufficiente accennare ad alcuni aspetti che rendono questa disciplina assolutamente unica.

      Un momento di una manifestazione

 Si comincia con la componente intellettiva, determinante per il conseguimento della vittoria finale. Ciò accade perché il concorrente non deve far altro che raggiungere, nella sequenza imposta e nel minor tempo possibile, una successione di punti di controllo indicati con un cerchietto sulla cartina e con una lanterna sul terreno, punzonando un cartellino per testimoniare gli avvenuti passaggi. Non esiste, cioè, un percorso fisso tra punto e punto, ma questo viene deciso liberamente in base all’abilità dell’atleta di tradurre le informazioni della cartina nel linguaggio del territorio, che è poi la capacità di orientamento.
C’è poi la componente ambientale, riassunta dalla felice espressione “sport dei boschi”. Perché solo con questa attività sportiva è davvero possibile penetrare, senza paura di perdersi, le zone più selvagge del territorio, lontane da sentieri e radure, laddove la natura si conserva ancora intatta e incontaminata.
Infine si giunge alla componente etica, al fair play che si fa sempre più fatica a trovare nel mondo sportivo. Tutti possono partecipare a una gara di orienteering, nessuna distinzione di sesso, età o, come si leggerà più sotto, disabilità, e chi partecipa lo fa nel rispetto delle regole, dell’avversario, della natura, addirittura - se serve - del codice della strada.
Così, oggi, non ci si deve meravigliare se la corsa ad orientamento è il quarto sport più praticato nelle scuole, subito dietro all’atletica leggera, al calcio e alla pallavolo. E se oltre alla corsa sia possibile praticare questa disciplina anche in sella a una mountain bike o indossando un paio di scio di fondo o persino rimanendo seduti su una carrozzina.
In questi anni proprio il Friuli è divenuta una delle culle dell’orienteering italiano. Conta una dozzina di squadre, quasi cinquecento tesserati, più di un centinaio di cartine, quelle che a tutti gli effetti sono da considerarsi gli impianti sportivi di questo disciplina. Senza dimenticare una capacità organizzativa di prim’ordine, testimoniata dalle tre manifestazioni che in questa pagina presentiamo in programma tra la fine di settembre e la fine di ottobre.
Massimiliano Oleotto