L’ORIENTEERING

Nella corsa d’orientamento il concorrente percorre nel minor tempo possibile una sequenza di punti di controllo, disegnati su una carta topografica molto dettagliata ed individuati sul terreno da sagome di stoffa bianco-arancio, col solo aiuto di bussola e carta.

Ecco il nostro interesse primario alla cartografia.

La cartografia è quella parte della geografia che si occupa della rappresentazione su un piano (su una carta) di una parte del territorio visto dall’alto.

Questo significa che il territorio rappresentato sulla mappa è stato enormemente semplificato (o generalizzato) con l’utilizzo di simboli come si usano le parole per rappresentare le cose. Questa associazione parola-simbolo viene utilizzata per spiegare la legenda, la parte della mappa dove i simboli sono descritti e costituisce il vocabolario della mappa.

Un territorio cartografato secondo determinate caratteristiche codificate rappresenta il nostro impianto sportivo che non può prescindere dalla fedele rappresentazione su carta del terreno su cui si disputa una gara.

Alcune parole sul valore generale delle mappe, queste sono fondamentali nel nostro sport e anche nella nostra società come il linguaggio e la parola scritta.

Le mappe sono strumenti utilizzati per registrare e comunicare informazioni.

Uno degli approcci per la comprensione della cartografia è quello di vedere le mappe come una forma di comunicazione visiva.

I cartografi cercano di utilizzare risorse visive quali colori, forme e modelli per comunicare informazioni sul territorio.

Le mappe sono infatti ‘rappresentazioni’ simboliche della realtà.

La mappa è una dimensione spaziale bidimensionale dove esiste solo la Larghezza e la Lunghezza, manca la terza dimensione, la Profondità questa è la differenza fra il punto di vista/prospettiva (tridimensionale) e la vista dall’alto (bidimensionale).  L’uso delle isoipse è uno dei metodi usati in cartografia per rappresentare le tre dimensioni su un foglio bidimensionale, consentendo di farsi un’idea della morfologia del territorio.

La visione dall’alto implica la scomparsa della terza dimensione che caratterizza la visione prospettica della realtà che ci circonda.

Il continuo passaggio dalla realtà tridimensionale alla sua rappresentazione simbolica e bidimensionale è il nocciolo del problema che affronta un atleta in gara.