L’ORIENTWALKING

ORIENTWALKING

La camminata sportiva con mappa e bussola.

La formula turistica non competitiva dell’orienteering.

Una esperienza di esplorazione alla portata di tutti

 

La IOF attribuisce all’orientamento ricreativo una grande importanza, tant’è che la sua “mission” recita: “We promote the global growth of orienteering and develop competitive and recreational orienteering”. Anche per questo la FISO, con la Commissione Innovazione, intende sviluppare, tra le altre, anche l’OrientWalking (sigla ORW), la camminata sportiva con bussola e mappa, praticata in forma non competitiva per chi ama divertirsi con l’Orienteering, senza necessariamente fare una gara. Il piacere di andare nei boschi con mappa e bussola, può essere infatti condiviso anche da chi non vuole o non può cimentarsi nella corsa o competere con altri concorrenti.

 

L’Orientwalking è la coniugazione ludico-motoria dell’Orienteering. Non interessa infatti raggiungere un rifugio o conquistare una vetta,  ma divertirsi con le diverse forme del terreno e gli elementi naturali che si trovano nel bosco. Il divertimento per un orientista sta nella “navigazione” per se stessa e nella soluzione dei problemi di orientamento che essa comporta.

Per  chi pratica l’ORW sono ideali i Parchi Naturali, le foreste, i grandi altipiani, ma può essere divertente inoltrarsi anche in ambienti urbani particolarmente complessi, primo fra tutti il labirinto della città di Venezia. C’è addirittura chi si diverte nelle metropolitane più articolate, come quelle di Parigi o Londra, cercando di raggiungere stazioni con percorsi che prevedano molti cambi di linea.

COME SI SVOLGE L’ORIENTWALKING

Si partecipa per equipaggi, composti ciascuno da 1 a 5/6 persone.

Ad ogni equipaggio vengono consegnate una o due mappe, sulle quali sono segnati i punti da raggiungere.

I punti possono essere indicati sulla mappa secondo una sequenza determinata (così da definire un percorso), oppure distribuiti in modo da essere raggiunti liberamente a scelta dell’orientista.

Gli organizzatori possono proporre diversi livelli di difficoltà, (facile, medio, difficile)  secondo la distanza e le difficoltà di orientamento che comporta il raggiungimento dei punti.

L’equipaggio può impiegare il tempo che vuole perché non c’è alcun controllo cronometrico, così come si può decidere di non raggiungere necessariamente tutti i punti indicati in mappa.

Le distanze (calcolate sul percorso ideale e senza i dislivelli) variano mediamente fra 3/5 km per il percorso facile, 5/8 km per il percorso medio, sino a 10/12 km per i percorsi più impegnativi.

La velocità per chi cammina è di circa 15 min al Km, perciò tenendo conto del tempo necessario per le soste, per la lettura della mappa e per riposare o rifocillarsi, oltre naturalmente al tempo accumulato per eventuali errori di percorso, si può valutare che la velocità di chi pratica l’OrientWalking sia intorno ai 20’ per Km (senza errori). La durata di un percorso di OrientWalking, varia da 60’/100’ per i percosi più sempilici, sino ad arrivare a 4/5 ore per i più impegnativi .

Gli organizzatori di un evento di ORW possono richiedere di “testimoniare” il passaggio ad ogni punto indicato in mappa, mediante una punzonatura “manuale” (punzonatura di un cartellino) o “elettronica” (col sistema sport-ident). In questi casi il controllo del raggiungimento dei punti sarà fatto dagli stessi partecipanti, mediante il confronto con un “modello” delle punzonature esposto in zona arrivo. In caso di punzonatura elettronica,  sarà visualizzato su un monitor il nome dell’equipaggio (che abbia punzonato “start” e  “finish”) con la dicitura “OK” o “PM” o “PE”, senza indicazione del tempo impiegato e senza stilare alcuna classifica.

LE FORMULE ORGANIZZATIVE DELL’ORIENTWALKING

L’ORW può essere praticato:

in forma organizzata

  • In forma di “Evento di OrientWalking” (in un territorio cartografato con mappe da orienteering, vengono posate per l’occasione delle lanterne da raggiungere in sequenza libera o senza un ordine prestabilito; si pubblicizza l’evento indicando data e luogo di ritrovo; al ritrovo sarà ubicata la segreteria per le iscrizioni e la distribuzione delle mappe e sarà disponibile un Tecnico FISO per istruire i neofiti; infine, si attiva la partenza, distanziando gli equipaggi di qualche minuto. In questo caso non c’è alcun controllo cronometrico, ma solo la registrazione degli equipaggi che prendono il via e di quelli che sono arrivati).
  • In forma di “escursione di OrientWalking”, (un gruppo, appartenente ad una associazione o organizzazione privata, viene condotto in una zona dove sono state posate per l’occasione delle lanterne; i partecipanti si dividono in piccoli equipaggi che, distanziati fra loro, effettuano l’escursione).
  • In forma di “Evento di contorno” in occasione di una gara di orienteering (in una zona adiacente a quella di gara, si predispone un percorso di OrientWalking per gli accompagnatori o per il pubblico che vuole sperimentare l’orienteering).
  • Accompagnando un gruppo, (un istruttore accompagna un gruppo in una zona dove siano state posate preventivamente delle lanterne o in zone senza lanterne dove siano identificati punti interessanti da visitare).

In forma del tutto libera

  • In zone con “impianto permanente” (l’orientista sceglie quali punti raggiungere fra i molti indicati in mappa, a cui corrispondono “lanterne” posizionate permanentemente).
  • In zone cartografate con simbologia IOF, ma senza lanterne posizionate e senza punti indicati in mappa (è l’orientista a scegliere i luoghi da raggiungere).
  • in zone dove non ci sono mappe da orienteering (l’orientista sceglie di esplorare una determinata zona, meglio se un Parco naturale o un’area naturalistica significativa e si procura la carta geografica tra quelle proposte sul mercato, poi sceglie di raggiungere una serie di luoghi che reputa interessanti).

 

LE TECNICHE DI ORIENTAMENTO PER CHI PRATICA L’ORIENTWALKING

Orientarsi camminando con carta e bussola, comporta differenze sostanziali rispetto alla Corsa di Orientamento (CO), non solo per quanto riguardo l’aspetto atletico ma anche sotto il profilo strettamente tecnico. Chi pratica l’orienteering  a livello agonistico, durante la corsa effettua un costante confronto fra mappa e terreno (perciò mappa e bussola sono sempre tenuti in mano per una immediata consultazione).

Chi pratica l’OrientWalking non ha tale necessità e solo in zone particolarmente complesse deve verificare spesso il percorso che sta effettuando.

Normalmente i percorsi di OrientWalking si snodano lungo sentieri o evidenti linee conduttrici e le distanze fra un punto ed un altro non sono mai troppo brevi. Una semplice memorizzazione del tratto può essere quindi sufficiente per procedere in tranquillità, di riferimento in riferimento, fino al punto da raggiungere.

La consultazione della mappa, assai meno frequente che nella corsa orientamento, permette di non tenerla sempre in mano, ma è scomodo estrarla ogni volta dalle tasche ed è fastidioso prenderla dallo zaino.

Anche per chi pratica il Nordic Walking e vuole fare una escursione con la mappa, serve una soluzione per impugnare i bastoncini ed avere comunque la mappa a portata di mano.

Per questo è in corso di progettazione un “kit per l’Orientwalking” consistente in una tracolla con busta per l’inserimento della mappa, trasparente e girevole, su cui è incollata anche una bussola.

LE MAPPE PER L’ORIENTWALKING

Per l’ORW si utilizzano principalmente mappe da orienteering (con simbologia IOF) in scala 1:10.000 ed equidistanza 5 mt. prodotte dalle Associazioni sportive affiliate alla FISO. L’elenco di queste mappe è reperibile nel sito della FISO (WWW.FISO.IT) al menu: Federazione> documentazione> norme cartografiche> allegato “elenco marchi”. Individuata la società titolare della mappa del territorio che ci interessa, possiamo trovarne l’indirizzo nel menù: Federazione> società.

Quando invece si partecipa ad un evento di OrientWalking, la mappa viene data all’equipaggio al momento dell’iscrizione ed è lasciata ai partecipanti al termine dell’escursione.

Chi vorrà divertirsi con bussola e mappa in un “impianto permanente di ORW” (un territorio mappato con simbologia IOF e una serie di “lanterne” presenti stabilmente sul terreno), dovrà recarsi presso la struttura di riferimento dell’impianto (un rifugio, un albergo, un bar, da cui partire per “visitare” l’impianto). Nel caso di un Parco o di una riserva Naturale che abbia in se un impianto permanente di ORW, ci si potrà rivolgere agli uffici dell’Ente o al Centro visitatori del Parco.

Chi poi volesse praticare l’ORW in luoghi ancora non cartografati con mappe da Orienteering, può procurarsi una carta topografica (ad es. dell’Istituto Geografco Militare, I.G.M.) o una carta geografica (purchè con scala non superiore a 1:30.000),tra le tante reperibili in libreria o nei siti specifici. Queste ultime purtroppo quasi sempre con equidistanza superiore ai 10 mt.

I più intraprendenti possono procurarsi  una mappa della Cartografia Tecnica Regionale, del territorio che interessa (anche in scala 1:10.000 ed equidistanza 10 mt.) anche se queste carte sono solitamente in B/N.

ATTREZZATURA E ABBIGLIAMENTO PER L’ORW

L’attrezzo principale, la bussola, è lo stesso usato da chi pratica la corsa orientamento. L’orientista che pratica l’ORW ha invece esigenze di abbigliamento diverse. Quando si corre non importa se ci si bagna, ma per chi cammina è fondamentale restare asciutti; chi corre si scalda con il solo movimento che fa, ma chi cammina deve essere coperto per proteggersi dal freddo e dal vento o dal sole nelle giornate estive. L’abbigliamento per l’ORW è pertanto quello dell’escursionista, con l’aggiunta di uno zainetto in cui riporre una bevanda, felpa e mantellina, oltre ad una giacca a vento, guanti e berretto nelle stagioni più fredde.

UN CALENDARIO FISO PER L’ORW

Eventi di OrientWalking organizzati da ASD affiliate alla FISO saranno comunicati tramite il calendario disponibile sul sito e nei volantini delle manifestazioni di orienteering che prevedranno anche questa attività.